L’Associazione ha come obiettivo primario la cura e l’educazione di bambini denutriti ed handicappati e per raggiungerlo ha curato la costruzione di una casa di accoglienza, Tsara Zaza, aperta il 3 gennaio 2009 nella cittadina di Mananjary, quartiere di Marofinaritra (bel vedere).

In realtà questo tipo di attività era iniziato alcuni anni prima ad Ambohitsara, villaggio a circa sessanta chilometri da Mananjary, dove erano stati raccolti con la collaborazione del curato del luogo, Padre Stefan Bebjack dell’ordine SVD (Servi del Verbo Divino), alcuni bambini abbandonati dalle famiglie o in condizione di forte denutrizione. Questi vivevano in un piccolo centro costituito da tre capanne, assistiti da una donna del posto aiutata da due ragazze. Uno dei primi arrivati, di nome Paul, pesava 2,7 chilogrammi all’età di circa due anni. Ora vive a Tsara Zaza ed è, come gli altri trasferiti dal centro di Ambohitsara, in ottima salute.

Il centro di accoglienza Tsara Zaza comprende un edificio principale in muratura (23 x 10 metri) con due grandi saloni, in uno dei quali i bambini prendono i pasti, un dormitorio con culle per i bebé dotato di locale usato per cambiare i bimbi e preparare i biberon e annessa camera-dormitorio per le bambine piccole , un secondo dormitorio con docce e gabinetti per i ragazzini di età compresa tra 5 e 9 anni, una cucina-dispensa, una piccola infermeria e l’ufficio del direttore. Ai lati ci sono un bungalow in stile malgascio con otto posti letto per i ragazzini più grandi e un bungalow in muratura (ne sostituisce uno di tipo malgascio andato distrutto in un incendio nel novembre 2011) con otto posti letto per le ragazzine più grandi. Collegata all’edifico principale ma esterna c‘è la cucina e poco distante un magazzino in muratura. A breve distanza si trovano la casa del direttore e l’abitazione utilizzata dai volontari durante i loro soggiorni, entrambe in stile malgascio. Altri due bungalow di tipo malgascio sono arredati per eventuali nuovi arrivi. Al centro è annesso un vasto terreno, lavorato da quattro dipendenti, utilizzato come orto e frutteto con molti alberi soprattutto banani, ananas, manghi e palme da cocco. Sul terreno ci sono anche una stalla con due mucche e due pollai con ottanta galline ovaiole. Per migliorare la resa del terreno e avviarsi all’autonomia, almeno parziale dal punto di vista alimentare, è stato scavato, in addizione ai quattro pozzi già presenti, un bacino di 25 x 10 metri per l’irrigazione, a mezzo di pompa ad immersione, del terreno coltivato. Nell’acqua del bacino, dove alcune anatre sguazzano felici, sono state buttate decine di pesci persico. All’interno del terreno adibito ad orto sono state costruite quattro capanne malgasce, tre delle quali attualmente abitate dalle famiglie di dipendenti di Tsara Zaza, mentre la quarta viene riservata alle famiglie dei bambini in occasione delle loro visite.

Il centro possiede due cisterne per la raccolta di acqua piovana, utilizzata nei lunghi periodi di siccità ed una terza cisterna è in costruzione, che porterà la capacità complessiva a 46.000 litri. Il centro è pure dotato di pannelli solari che forniscono energia nelle situazioni di emergenza.

Nel mese di luglio 2013 è iniziata, nelle vicinanze dell'edificio centrale, la costruzione di un nuovo edifico in muratura costituita da una infermeria, una sala studio, un locale per ospitare volontari e amici dell'Associazione, un garage e una bella cappella. La costruzione è stata finanziata dall'Associazione slovacca eRko, intervenuta a seguito della presentazione di Costruire Insieme da parte di Padre Stefan Bebjack che, dopo un periodo di più di dieci anni passati come missionario SVD nella regione di Mananjary, è tornato nella nata Slovacchia come responsabile di una parrocchia. L'edificio, terminato nei primi mesi del 2014, è stato inaugurato dal vescovo di Mananjary, Monsignor José Alfredo, il 18 maggio 2014.

Nel mese di novembre 2016 numerosi incendi hanno minacciato di arrecare gravi danni a Tsara Zaza. Durante il periodo aprile novembre nella zona di Mananjary, e in generale lungo la costa est del Madagascar, le precipitazioni sono molto rare ed il lungo periodo di siccità, insieme al forte vento, aumenta la probabilità di frequenti incendi. Per questa ragione è stato deciso di allestire un sistema antincendio, che è stato realizzato nel mese di maggio 2017, grazie anche a generose e recenti offerte. Oltre ai due pozzi già in funzione nelle vicinanze degli edifici di Tsara Zaza e agli altri due al fondo dell’orto, sono stati scavati due nuovi pozzi nei pressi della recinzione ai due lati del terreno a circa metà strada tra i primi quattro. E’ stata portata la corrente elettrica a tutti i pozzi in modo da alimentare una pompa ad immersione, acquistata recentemente, per riempire serbatoi a cui collegare una pompa di superficie, anche questa di nuovo acquisto, in grado di dare forti getti di acqua ad almeno trenta metri. In alternativa, a seconda delle circostanze, è possibile utilizzare una pompa di superficie con buona prevalenza e pescaggio diretto dal pozzo. In alcune foto si vedono giardinieri e guardiani di Tsara Zaza che si esercitano per essere pronti in caso di necessità.

A Tsara Zaza ci sono attualmente cinquantacinque bambini e di questi una ventina di piccoli di età compresa tra pochi giorni e tre anni.  Quelli in età scolare e in buona salute frequentano la scuola delle Suore di San Giuseppe d’Aosta e il Liceo dei Gesuiti, alcuni con ottimi risultati, mentre altri con problemi particolari, come Medisoa, autistico, Nicolas, spastico e Martha con problemi agli arti superiori partecipano, con buonissimi risultati, ad una scuola interna tenuta da un’istitutrice, dipendente del centro. Da poco anche altri bimbi, come Cynthya, cerebrolesa, Marcellin anch’egli cerebroleso e Maxime down, partecipano ad un’attività prescolastica interna. Tra i ragazzi grandi, Fabrice, frequenta già con buoni risultati la facoltà di scienze econimiche. Uno degli ultimi arrivati tra i bebé è Tolo, che  è stato portato a Tsara Zaza ammalato dalla madre, anch'essa ammalata e abbandonata dal marito, deceduta poco tempo dopo averlo affidato al nostro centro. Il bimbo si è lentamente ripreso ed ha uno sviluppo quasi regolare. Nei primi mesi del 2016 si sono aggiunti un bimbo e una bimba che avevano perso la mamma all'atto della nascita e una coppia di maschietti gemelli orfani, Maro e Lero, che provengono da un villaggio lontano un paio di giorni di auto e altrettanti a piedi. Sono attualmente in ottima salute e sono molto graziosi. Nel corso del 2017 e del 2018 sono stati portati a Tsara Zaza numerosi bimbi, alcuni anche di pochi giorni o poche settimane, che insieme ai bimbi di due e tre anni hanno praticamente saturato la disponibilità di accoglienza del centro per questa fascia di età almeno per il momento.

Tutti i bambini sono affidati al centro a seguito di un atto formale del tribunale dei minori e rimangono a Tsara Zaza fino a quando risulta per loro necessario. I bambini che hanno una famiglia in grado di mantenerli e seguirli passano nel centro un tempo limitato, dell’ordine di qualche anno, e poi tornano a casa, mentre quelli che non hanno famiglia per la morte dei genitori o hanno una famiglia disastrata possono vivere nel centro finché non abbiano terminato il loro ciclo di studi, eventualmente gli studi universitari, o, se non in grado, fino a quando non abbiano imparato un mestiere in modo da poter vivere in modo autonomo. In ogni caso l’Associazione cerca di mantenere un buon rapporto con tutti i bambini che sono stati ospitati a Tsara Zaza fornendo anche aiuti materiali alle loro famiglie. Questo fatto è gradito tanto che molti dei bambini tornati in famiglia passano volentieri le vacanze scolastiche a Tsara Zaza con i loro vecchi amici.

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