Jeniqua e Martin giocano con l'aquilone
lunedì 08 novembre 2021

Il Madagascar, isola dell’Oceano Indiano a circa quattrocento chilometri dalle coste del Mozambico con foreste e fauna unica al mondo, è uno tra i paesi più poveri della Terra. La situazione economica è ulteriormente peggiorata quando nella primavera del 2009 è stato cacciato il presidente Ravalomanana, che aveva ben governato nel primo mandato ma non nel secondo. Il governo dell’Alta Autorità della Transizione del presidente Rajoelina, dopo vari tentativi, è infine riuscito ad organizzare le elezioni del presidente della repubblica, terminate con il ballottaggio del 20 dicembre 2013. E' risultato  vincitore Hery Rajaonarimampianina, da tutti i malgasci chiamato semplicemente Hery, già ministro delle finanze del precedente governo dell'Alta Autorità della Transizione. Il nuovo presidente, ufficialmente in carica dal 7 gennaio 2014, si è attivato per ottenere il riconoscimento ufficiale da parte del Fondo Monetario Internazionale e convincere cosi la comunità internazionale ad attuare investimenti in Madagascar. Il giorno 11 aprile è stato nominato primo ministro il dottor Kolo Roger, chirurgo che ha lavorato a lungo in Svizzera nell'ospedale di Ginevra. Nel corso del 2015 ed anche nel 2016 la situazione politica non è sostanzialmente cambiata, ma la povertà della popolazione è ancora aumentata ed anche la piccola delinquenza soprattutto nelle grandi città. Per il 7 novembre di quest'anno 2018 il primo turno delle elezioni presidenziali con la bellezza di 36 candidati ha portato al ballottaggio del 19 dicembre l''ex presidente della repubblica Ravalomanana e l'ex presidente del periodo di Transizione ed ex sindaco della capitale Antananarivo  Rajoelina.

Il giorno 8 gennaio 2019 l'Alta Corte Costituzionale ha confermato i risultati del secondo turno delle elezioni presidenziali già anticipati dalla commissione elettorale: risulta eletto Andry Rajoelina con più del 55% dei voti espressi, settimo presidente della repubblica del Madagascar.   Risulta che il candidato sconfitto, Marc Ravalomanana, abbia accettato la sconfitta, nonostante i suoi  sostenitori abbiano nei giorni precedenti manifestato per presunti brogli verificatosi nel corso delle elezioni. Dopo la proclamazione non si sono verificati scontri  tra le diverse fazioni.

Nell'ultima settimana di marzo 2020 sono comparsi i primi casi di coronavirus nella capitale Antanarivo a seguito dell'arrivo all'aeroporto Ivato di alcuni contagiati. Sono stati bloccati tutti i voli provenienti dall'estero salvo alcuni da Parigi per permettere il ritorno di malgasci alle loro residenze. A questi arrivi sono da attribuire i casi accertati soprattutto in capitale e a Tamatave, ma anche in misura minore a Fianantsoa e Antsirabe. Sono state adottate misure di confinamento in queste città, ma soprattutto il blocco dei taxi-brousse che giornalmente collegano tutte le zone del paese hanno portato a dati ufficiali secondo cui i casi in Madagascar a metà maggio risultano soltanto 212. Alla fine del mese di giugno i casi ufficiali di covid sono saliti a 2.300 circa, sempre pochi forse anche in relazione al relativamente basso numero di tamponi finora effettuati, circa 20.000, con la maggior diffusione sempre in capitale e a Tamatave e qualche caso anche nell'isola di Saint Marie, e 22 decessi ufficiali imputabili al covid. All'inizio del mese di ottobre risulta che complessivamente i test effettuati sono stati circa 80.000 mentre i decessi da coronavirus risultano 232 in tutta l'isola. Nel periodo novembre 2020 - marzo 2021 l'epidemia si è parzialmente attenuata, ma si è estesa a tutte le provincie, in particolare sono aumentati i casi nella regione Diana, nord del Madagascar, mentre si sono ridotti in capitale e soprattutto a Tamatave.

Una ripresa dei contagi si è veificata a partire da aprile 2021 ed infatti nel corso di circa tre mesi sono morti per Covid 19 anche numerosi missionari, amici di Costruire Insieme. Sono mancati quattro padri Gesuiti, tra cui il valdostano Padre Giustino Betaz e Padre Gabriele Navone, originario di Chieri (Torino) da più di quaranta anni in Madagascar, parroco della più grande e più povera parrocchia della capitale Tana e professore all'università di Tana. Noi incontravamo sempre l'amico Padre Gabriele, durante la sosta in capitale all'arrivo o alla partenza dei nostri viaggi, ormai purtroppo sospesi dal novembre 2019 causa pandemia, ed erano sempre momenti preziosi per l'anima che arricchivano il nostro desiderio di volontariato. Nello stesso periodo sono mancati Padre Antoine e Padre Joseph, Padri Verbiti,  con cui collaboravamo da più di trenta anni, ed in particolare Padre Antoine negli ultimi anni ha celebrato la messa ogni domenica nella cappella di Tsara Zaza. Sono anche mancati Suor Suzanne, volontara francese per cinquanta anni a Nosy Varika, circa cento chilometri a nord di Mananjary e l'amico Luciano, originario di Carpi, volontario in terra malgasca per più di trenta anni, che da Manakara, dove operava, si recava spesso al nostro Centro Tsara Zaza e ci donava dei sostegni morali e pratici; era un vero missionario che ha sacrificato la sua vita per il popolo malgascio.

Alla fine di giugno la situazione contagi covid in Madagascar è nuovamente peggiorata, soprattutto in capitale dove le regole di confinamento sono state ulteriormente ristrette. A due settimane dalla riapertura delle frontiere ai voli internazionali, in arrivo prevalentemente dalla Francia, un articolo di aggiornamento della situazione, pubblicato sul quotidiano Madagascar Tribune del 6 dicembre 2021, descrive un rapido ulteriore peggioramento della situazione. Sono stati registrati 470 nuovi casi di covid 19 il 3 dicembre, concentrati soprattutto nelle rgiomi di Antananarivo, Antsirabe e Fianarantsoa, e cinque nuovi decessi dovuti al covid nell'ultima settimana. Il numero di nuovi positivi può sembrare molto piccolo, ma non lo è perchè i test di controllo non superano qualche migliaia al giorno e sono riservati a chi presenta sintomi evidenti di contagio.

 Il Madagascar continua ad essere uno dei paesi più poveri con la maggioranza della popolazione in condizioni di grave difficoltà economica, Purtroppo la povertà è molto difficile da sconfiggere e così i bambini denutriti sono sempre più numerosi e numerose sono anche le nascite di bimbi con handicap fisici per malnutrizione delle mamme.

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